Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile
Ambiente: Liguria, da ENEA nuovi bio-reef stampati in 3D per rigenerare il mare
ENEA ha messo in mare, al centro della baia di S. Teresa a Lerici (La Spezia), tre nuovi bio-reef costituiti da una innovativa malta contenente gusci di mitili, con l’obiettivo di favorire il ripopolamento dell’ostrica piatta (Ostrea edulis), un mollusco-filtratore che aiuta a rigenerare gli ambienti marini, tutelare la biodiversità e regolare il clima. L’attività è stata condotta da ENEA in collaborazione con la Cooperativa di Mitilicoltori Associati, il Comune di Lerici e la Scuola di Mare nell’ambito del progetto RAISE[1] per lo sviluppo di soluzioni rigenerative basate sulla natura al fine di ricostruire gli habitat naturali e risanare le aree portuali.
Stampati in 3D con un mix composto da gusci di mitili (40%) e cemento biocompatibile, i tre nuovi reef sono stati realizzati nell’ambito di un progetto di dottorato che ha visto collaborare ENEA, Università di Bologna, Universidad de Cantabria e Fundación Leonardo Torres Quevedo. L’installazione dei reef è stata possibile grazie all’intervento dei Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del COMSUBIN della Marina Militare e dell’azienda Submariner, supportati da Guardia Costiera e Capitaneria di Porto della Spezia.
“Con un approccio di economia circolare rigenerativa abbiamo usato gusci di mitili come materia prima seconda in sostituzione di materiali da cava, in modo da valorizzare un sottoprodotto della molluschicoltura e riportare in mare una risorsa naturale preziosa costituita per oltre il 90% da carbonato di calcio, evitandone lo smaltimento in discarica, ma anche riducendo l’impatto ambientale legato all’estrazione di risorse naturali”, spiega Cristian Chiavetta, responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la sostenibilità e la circolarità dei sistemi produttivi e territoriali presso il Dipartimento Sostenibilità. “Il cemento utilizzato nella miscela - aggiunge Chiavetta - è a basso contenuto di clinker e specificamente formulato per ambienti marini”.
“I manufatti sono stati poi stampati in 3D, tecnica che garantisce una maggiore libertà progettuale e ottimizzazione delle geometrie, per un design eco-funzionale a supporto della biodiversità”, sottolinea Letizia Caroscio, dottoranda ENEA-Università di Bologna.
Con i due reef posizionati nell’ottobre dello scorso anno, salgono a cinque i prototipi che fungeranno da substrato per il ripopolamento dell’Ostrea edulis. Grazie all’elevato contenuto di carbonato di calcio nei gusci, infatti, i reef garantiranno una maggiore bio-attrattività per le ostriche, favorendo anche l’ulteriore formazione di reef naturali in grado di offrire habitat e rifugio a numerose altre specie marine.
“Questo progetto di ripopolamento e rigenerazione avviato nel Golfo della Spezia è stato possibile solo grazie alla collaborazione delle autorità del territorio, dalla Regione Liguria, che ha autorizzato la messa a mare dei reef, al Comune di Lerici, l’Autorità Portuale, la Marina Militare, la Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto della Spezia”, sottolinea Chiara Lombardi, responsabile del Laboratorio ENEA Biodiversità ed ecosistemi. “Questa operazione - continua - ha permesso, tra le altre cose, il riconoscimento della baia come sito in cui è vietato l’ancoraggio e l’ormeggio[2], a protezione degli impianti presenti”.
L’attività si inserisce nel quadro delle progettualità di Smart Bay S. Teresa, piattaforma di cooperazione tra ENEA, Cnr, INGV, Comune di Lerici, Cooperativa di Mitilicoltori Associati e Scuola di Mare.
Le operazioni di supporto e affiancamento dei Palombari durante le attività scientifiche e tecniche in mare e le immersioni relative ai vari progetti di ripristino ambientale sono condotte grazie all’accordo tra COMSUMBIN e Dipartimento Sostenibilità ENEA (2025), derivato dall’accordo quadro tra Stato Maggiore della Difesa ed ENEA (2024).


