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Ambiente: ENEA, il riscaldamento dell’Antartide modifica la stabilità dell’atmosfera

Ambiente: ENEA, il riscaldamento dell’Antartide modifica la stabilità dell’atmosfera

Il riscaldamento della superficie dell’Antartide dal 1950 a oggi, in particolare nella Penisola Antartica[1], sta alterando in modo significativo la stabilità degli strati più bassi dell’atmosfera. È quanto emerge da uno studio condotto da ENEA insieme a un gruppo di scienziati provenienti da sei istituzioni internazionali[2] e pubblicato sulla rivista Journal of Climate.

“La progressiva riduzione della stabilità atmosferica vicino al suolo, causato dall’aumento delle temperature superficiali, aumenta la formazione di onde di gravità atmosferiche[3] a partire dalla Penisola Antartica, una delle principali ‘fabbriche’ di queste onde che svolgono un ruolo cruciale nella dinamica del clima terrestre”, spiega la prima autrice dello studio, Maria Vittoria Guarino, ricercatrice ENEA del Dipartimento Sostenibilità. “Un’atmosfera meno stabile – aggiunge - facilita infatti la nascita e la propagazione di questi segnali ondulatori che viaggiano verso l’alto e la nostra ricerca mette in evidenza per la prima volta un incremento di tali onde, collegandolo un cambiamento nei flussi atmosferici superficiali”.

Lo studio evidenzia come gli effetti del riscaldamento della superficie non rimangano confinati al suolo, ma stiano generando più onde che si propagano fino alla stratosfera e oltre, contribuendo a rimodellare la circolazione atmosferica con effetti che da locali diventano globali.

“Le onde di gravità atmosferica non sono solo un fenomeno locale ma sono in grado di influenzare il vortice polare, i processi legati all’ozono e il meteo delle medie latitudini. E un aumento della loro presenza nei cieli indica cambiamenti potenzialmente profondi nella dinamica del clima del nostro Pianeta”, conclude Guarino.

I risultati ottenuti si basano su dati di stazioni meteorologiche, osservazioni satellitari, prodotti di rianalisi e simulazioni modellistiche, che mostrano un aumento marcato e coerente delle onde di gravità. A dicembre, per la sua rilevanza scientifica, lo studio è stato messo in evidenza dalla American Meteorological Society tra gli Early Online Highlights che sono i contributi pubblicati online in anteprima perché considerati di particolare interesse, ed è stato segnalato nella newsletter rivolta ai media.

A cura di: Stefania Marconi – Ufficio Stampa e Relazione con i Media –

Nubi lenticolari sulle catene montuose della Penisola Antartica formate dal propagarsi verso l’alto delle onde di gravità (Credits: Adam Bradley, British Antarctic Survey).
Transizione dal regime atmosferico di ‘FLOW BLOCKING’ al regime di ‘FLOW OVER’ durante il periodo storico dal 1950 (in viola) al 2015 (in verde) da simulazioni climatiche. Guarino et al., J.Clim, 2026.

A cura di: Stefania Marconi – Ufficio Stampa e Relazione con i Media –

Note

[1] La porzione più settentrionale del continente che si protende verso il Sud America.

[2] International Centre for Theoretical Physics (Trieste, Italia); dalla Gran Bretagna British Antarctic Survey, The Met Office, University of Bath e European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF); dalla Francia, Laboratoire de Météorologie Dynamique e Sorbonne Université / École Polytechnique – Parigi.

[3] Le onde di gravità atmosferiche sono oscillazioni dell’aria che si formano quando una massa d’aria viene spostata verticalmente. La gravità cerca di riportarla nella posizione originale, creando un movimento ondulatorio. Nel caso della Penisola Antartica, è la presenza delle catene montuose a costringere l’aria a salire e a scendere superando l’ostacolo, generando onde che possono propagarsi anche a grande distanza e in quota.

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