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Clima: ENEA, 40 anni dell’Osservatorio Meteo-Climatologico Antartico
Compie 40 anni l’Osservatorio Meteo-Climatologico Antartico dell’ENEA che contribuisce al monitoraggio della dinamica atmosferica in Antartide e delle sue variazioni per migliorare la conoscenza su clima della Terra e cambiamenti climatici.
Progetto scientifico di lungo periodo finanziato dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA)[1], l’Osservatorio è coordinato dal Laboratorio Modelli e misure per la qualità dell’aria ed osservazioni climatiche del Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA. Nato con l’installazione delle prime stazioni meteorologiche automatiche (Automatic Weather Stations - AWS), è stato impiegato sin da subito anche nelle attività di radiosondaggio dell’area scelta per ospitare la prima base scientifica antartica italiana.
Da allora, il sistema delle AWS dell’Osservatorio è stato ampliato, arrivando a costituire una fra le reti di monitoraggio più estese dell’area antartica denominata Terra Vittoria, con un network osservativo di 17 AWS, tutte installate e mantenute in funzione nel corso delle spedizioni scientifiche, e due sistemi di radiosondaggio. La rete osservativa si estende oggi dalla base italiana Mario Zucchelli, lungo le coste di Terra Vittoria, fino alla stazione italo-francese Concordia, a oltre tre mila metri sul livello del mare, nella parte più interna del plateau orientale.
Nello specifico, l’Osservatorio effettua il monitoraggio delle condizioni meteorologiche al suolo e in quota su una ampia regione dell’Antartide orientale. Gestisce, in collaborazione con il personale dell’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA, il programma di radiosondaggi per la misura dei profili verticali dell’atmosfera e fornisce dati necessari ai progetti scientifici e alle attività logistiche del programma italiano di ricerca.
“L’Antartide è uno degli ambienti più estremi e sensibili ai cambiamenti climatici della Terra, per questo rappresenta un laboratorio naturale unico. Lavorare in Antartide significa affrontare freddo, vento e isolamento e anche gli strumenti devono resistere a questa condizione” spiega Virginia Ciardini del Laboratorio ENEA che gestisce l’Osservatorio.
Nel corso degli anni sono stati raccolti importanti dati continui su vento, temperatura, pressione e umidità. A queste misure meteorologiche si sono aggiunte misurazioni delle precipitazioni e su accumulo e trasporto della neve per effetto del vento. “Tutti parametri chiave necessari alla caratterizzazione meteo-climatologica dell’area e a fornire informazioni preziose sulla calotta antartica”, aggiunge Ciardini.
I dati dell’Osservatorio, disponibili attraverso il sito web www.climantartide.it, confluiscono anche nei network dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia WMO-GTS and GCOS, e in database nazionali (National Antarctic Data Center) e internazionali (SCAR Antarctic Master Directory e AGCS-MetREADER). L’Osservatorio Meteo-Climatologico ha inoltre contribuito ad iniziative internazionali come lo Year Of Polar Prediction dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, con lo scopo di migliorare le capacità di previsione dei modelli meteorologici nelle aree polari.


Fotogallery e Video
Per maggiori informazioni: https://www.climantartide.it/
Note
[1]Il PNRA gestisce le missioni italiane in Antartide. È finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e gestito dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per il coordinamento scientifico, da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) per la gestione tecnica e scientifica della nave rompighiaccio Laura Bassi.